Umbria Jazz 2004 ha preso il via ieri sera nella cornice festosa di un Teatro Morlacchi stracolmo di invitati, per una serata di gala ancora una volta voluta dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili.
Come è ormai tradizione consolidata, la serata era dedicata alla grande vocalità afroamericana. Un aspetto non piccolo di questa vera e propria forma d’arte nell’arte è quello dedicato alla vocalità “dance”, quella che all’inizio era chiamata con termine forse volutamente declassante “disco”. Un omaggio a questa vocalità non poteva non passare per la grande Patti LaBelle, colei che per prima, grazie a successi planetari di brani diventati celeberrimi, ha contribuito in modo essenziale all’affermazione e all’accettazione generalizzata della dance. Apparsa da subito in ottima forma malgrado i suoi sessanta anni (peraltro portati anche fisicamente benissimo), la cantante ha mostrato di meritare appieno la fama internazionale di cui gode. Capacità interpretative fuori del comune sostenute da corde vocali d’acciaio le permettono di presentare ogni brano con una freschezza e assieme una potenza da lasciare spesso senza fiato. Se è nata artisticamente ed è diventata famosa con brani certamente dance, Patti LaBelle ha però saputo nel corso del tempo evolversi e trascendere il genere, diventando una delle migliori interpreti di quella vocalità soul pop che tanta fortuna ha avuto ed ha anche dalle nostre parti. Il repertorio presentato al Morlacchi è stato per molti aspetti un vero e proprio spaccato di tutti i successi che la cantante ha ottenuto in oltre quaranta anni di carriera anche in questo ultimo genere. Come sempre in questi casi nulla da eccepire sulla band formata da professionisti di prima classe, tra cui degni di menzione soprattutto i tre coristi, chiamati a interpretare linee armoniche mai banali, evidentemente scritte da un arrangiatore molto capace. Grande l’apprezzamento e il successo del pubblico presente, conquistato dalla presenza scenica della cantante e più che disposto a perdonare il fatto che per la sensibilità europea alcune scelte sia musicali che scenografiche possono a volte sembrare un po’ troppo “americane”.
Intanto oggi il festival inizia ufficialmente con la massa dei suoi appuntamenti: musica di matrice afroamericana in tutte le sue sfaccettature, a tutte le ore e in tanti luoghi diversi del centro storico, per culminare questa sera con due splendidi incontri di blues all’Arena Santa Giuliana, dove sono previsti Dr. John e poi il mitico B.B. King, e un doppio concerto al Morlacchi a mezzanotte, dove gli appassionati di jazz potranno in un colpo solo godere prima del pianismo eclettico di Stefano Bollani in solitudine, e poi del quintetto di Enrico Rava, come dire molto del miglior jazz italiano.