UMBRIA JAZZ SPRING: GLI ARTISTI


UMBRIA JAZZ SPRING

GLI ARTISTI


ALTISSIMA LUCE

Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura 

con 

Marco Bardoscia e Michele Rabbia

Orchestra da Camera di Perugia

Gruppo vocale Armonioso Incanto diretto da Franco Radicchia

(Produzione originale di Umbria Jazz e Sagra Musicale Umbra)

Questa è una produzione che racconta come forse meglio non si potrebbe la vena poetica e la voglia di ricerca artistica di uno dei maggiori musicisti italiani, e non solo. 

Il lavoro fu commissionato da Umbria Jazz e Sagra musicale umbra, una delle manifestazioni storiche (la prima edizione risale al 1937) del panorama europeo, votata da sempre a rappresentare la spiritualità attraverso la musica. È stato eseguito in prima assoluta nella Basilica di San Pietro a Perugia durante Umbria Jazz 16 e poi in settembre, ancora a Perugia, per la Sagra nella chiesa sconsacrata di San Bevignate. Nel frattempo erano state operate alcune modifiche. 

"Il Laudario di Cortona" affonda le radici nella tradizione più profonda della religiosità popolare dell'Umbria e in generale dell'Italia centrale. Per comprendere la unicità storica, musicale, religiosa di questa raccolta basti dire che non se ne conosce esattamente la data ma probabilmente risale alla fine del Duecento, che assieme al Laudario Magliabechiano 18 custodito a Firenze è il solo manoscritto di laude italiano con notazione musicale giunto fino a noi, che è la più antica collezione conosciuta di musica italiana in lingua volgare , nonché l'unica del XIII secolo. Il testo è scritto in caratteri gotici e la musica in notazione quadrata Il manoscritto contiene 66 laude, di cui le 44 della prima parte sono con musica. 

Gli arrangiamenti originali, liberamente ispirati al "Laudario", sono di Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura. 

Per rileggere con la propria sensibilità un testo del genere il Maestro Fresu ha previsto un quartetto di musicisti di estrazione jazz: lo stesso Fresu, Daniele Di Bonaventura, Marco Bardoscia e Michele Rabbia, più l'Orchestra da camera di Perugia ed il coro Armonioso Incanto. Un organico complesso che aumenta la curiosità e l'interesse per quello che si presenta come uno degli eventi del festival.


INCOGNITO 

Con i quasi 40 anni di carriera ed una trentina di album alle spalle,  Incognito resta uno dei punti di riferimento, o forse è meglio dire una pietra miliare della scena dell’acid jazz inglese e mondiale. 

Formatasi nel 1979, dal disco del debutto che già dal titolo, "Jazz Funk", è un manifesto programmatico, fino alla ultima uscita, "In search of better days", che risale alla scorsa estate, la band ha cambiato innumerevoli volte la formazione rimanendo però fedele al suo stile, semmai, di volta in volta, evolvendolo. Jean Paul "Bluey" Maunick, compositore, produttore, chitarrista e cantante ne è sempre stato il leader ed il frontman. A partire dalla svolta nel percorso artistico di Incognito, che fu l'ingresso nella Talkin' Loud di Gilles Peterson, che contribuì in modo sostanziale a lanciare il movimento dell'acid jazz, fino ad oggi, la band inglese si è imposta come una sigla leader delle tendenze musicali contemporanee. La sua musica è un mix di jazz, funk, soul, hip hop, declinato con eleganza e sensualità. Nel 2009 Incognito  ha festeggiato alla grande il trentesimo anniversario con un live londinese, e nel 2014 è stato realizzato un dvd-cd con la festa del trentacinquesimo compleanno. 

Per la band di Bluey questa è la quarta volta a Umbria Jazz, dopo le tre performance del 1993 (con JB's Horns) del 2010  (con Mario Biondi) e del 2015 (con Brand New Heavies).



 

GINO PAOLI & DANILO REA 

All'inizio poteva sembrare una strana partnership, quella tra Gino Paoli e Danilo Rea: songwriter di successo il primo, eccellente pianista jazz il secondo. Due mondi diversi, ma, come si è spesso visto negli ultimi tempi, tutt'altro che separati. Oggi, dopo tanti tour e qualche disco,  tutto, nel duo Paoli - Rea, sembra logico, quasi naturale. Si', perché Paoli ha avuto dimestichezza con il jazz fin dalle prime uscite nel mondo della canzone: il solo di sax di Sapore di sale, per dirne una, era di Gato Barbieri che allora stava spesso a Roma, e Danilo  Rea ha accompagnato con il suo pianoforte molti grandi interpreti della canzone d'autore, da Mina a Fiorella Mannoia, ed alle canzoni, non solo italiane,  ha dedicato molto spazio, sia come solista che con Doctor 3. 

A documentare il duo Paolo - Rea restano alcuni dischi di successo come "Milestones - un incontro in jazz", con Enrico Rava e Flavio Boltro, ed il più recente "Due come noi che...". Nella track list scorrono i grandi successi di Paoli, che in versione jazz acquistano o sottolineano una vena esistenzialista, e degli altri grandi cantautori della scuola genovese, da Tenco a De Andre', senza trascurare qualche incursione nel grande repertorio americano e francese. 

Con "Due come noi che…" i due artisti hanno collezionato un successo dopo l'altro nei concerti dal vivo sui palcoscenici più prestigiosi del paese, ogni volta incantando ed emozionando il pubblico.



 

CHICO FREEMAN PLUS + TET

Chico Freeman, figlio d'arte (il padre, Von Freeman è stato un ottimo sassofonista post bop e molti altri membri della famiglia sono musicisti) è nato a Chicago, che nella geografia musicale degli Stati Uniti non è un posto qualunque. La Windy City è sempre stata una delle capitali del blues e nello stesso tempo un centro importante delle avanguardie jazz. Il giovane Chico (siamo nella metà dei 70) cominciò a suonare da professionista nei locali blues e a frequentare il giro della AACM, che riuniva i talenti più avventurosi della musica afroamericana. Con il trasferimento a New York Chico Freeman amplio' i suoi orizzonti artistici acquisendo la definitiva consapevolezza delle radici e della tradizione del jazz, senza mai rinunciare ad un approccio innovativo e originale. Nella Grande Mela suonò con una lista infinita di star: tra gli altri, Dizzy Gillespie, McCoy Tyner, Elvin Jones, Charles Mingus, Art Blakey, Wynton e Branford Marsalis, Bobby Hutcherson, ma anche Earth, Wind & Fire, Eurythmics, Temptations, Four Tops, Sting. Freeman ha anche suonato e registrato  con molti artisti del jazz latino come  Chucho Valdes, Tito Puente, Machito, Irakere, Arturo Sandoval, Celia Cruz. Oltre ai suoi quartetti ha fondato supergruppi come The Leaders e The Roots, band, questa ultima, costituta per il centocinquantesimo anniversario di Adolphe Sax, con una inconsueta  front line di quattro sassofonisti.


 

SAMMY MILLER AND  THE CONGREGATION

Hanno esordito a Umbria Jazz 16 preceduti da una dichiarazione di intenti molto chiara: "Suoniamo un jazz gioioso. Musica che fa sentire bene. È uno stile che intrattiene, arricchisce e soprattutto ti tira su". Sammy Miller & the Congregation  si sono posti l'obiettivo di coinvolgere il pubblico del jazz in una dimensione solare, serena e rasserenante, e hanno dimostrato di saperlo fare suonando nello stesso tempo ottima musica. La sostanza, al di là del gioco e del divertimento, è considerevole, perché Miller, percussionista, produttore e compositore, ha un Master preso alla Juilliard ed i membri della band hanno collaborato individualmente con artisti come Wynton Marsalis o Joshua Redman. Quello che però contraddistingue il gruppo è il manifesto programmatico all'insegna della gioia di fare musica insieme. 

Di Umbria Jazz 16 questa band è stata una delle rivelazioni, ed il successo si è ripetuto anche nella scorsa Umbria Jazz Winter a Orvieto.


PIERO ODORICI CONNECTION

Il trio si è costituito nella estate del 2016 per incidere un disco, "Piero Odorici Connection",  e fare un tour. Il suo repertorio è composto da brani originali e standard, in una ampia gamma di situazioni  musicali e atmosfere sia acustiche che elettriche. 

Piero Odorici, sassofonista bolognese, da molti anni recita un ruolo da protagonista sulle scene del jazz italiano, ed è certamente tra i nostri musicisti di maggiore proiezione internazionale. Ha lavorato, dal vivo e in studio, con artisti come Cedar Walton, che gli dedico' un cd dal titolo , Dee Dee Bridgewater, Slide Hampton, Joe Lovano, Steve Lacy Eumir Deodato, oltre che con tutti i principali jazzmen italiani (anche con Massimo Urbani). Di Roberto Gatto è persino inutile  parlare, perché a partire dagli esordi con il Trio di Roma, nella metà degli anni 70, si è affermato come uno dei più importanti batteristi europei. Gatto però è molto di più: è un leader che riesce continuamente a costruire progetti originali, scoprire talenti, inventare formule nuove. Artista curioso e dalla mente aperta, negli ultimi tempi è passato dagli omaggi ad alcuni momenti topici della storia del jazz come quelli ai quintetti di Miles Davis e Shelley Manne a riletture della musica di Frank Zappa (con Quintorigo) e del progressive rock per tornare con il suo più recente quartetto ad una dimensione acustica. 

Daryl Hall, contrabbasso e basso elettrico, è nato a Philadelphia (terra di contrabbassisti: Percy Heath, Jaco Pastorius, Stanley Clarke, fino a Chris McBride), è cresciuto artisticamente e New York e ora vive prevalentemente a Parigi. Una carriera straordinaria, la sua, che lo ha visto collaborare con grandi artisti in una vasta gamma di generi, dal mainstream al jazz meno convenzionale. Tra i tanti riconoscimenti, da ricordare che ha vinto la Thelonious Monk International Bass Competition.



FUNK OFF

Inutile presentare i Funk Off a chi frequenta Umbria Jazz. La street band toscana e' diventata popolarissima con una formula originale  e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente.  

E' così che i Funk Off sono  diventati, da quando Umbria Jazz li ha presentati la prima volta, nel 2003, i beniamini del pubblico. Pensate a una musica in cui si affacciano echi di James Brown e Frank Zappa, fino al puro funk tipo Gorge Clinton. Il gruppo toscano è stato  in pratica riproposto quasi tutti gli anni, anche nell’ edizione invernale a Orvieto,  diventando un’ attrazione fissa del festival. Stesso successo ha riscosso anche all’ estero, da Melbourne a New York fino in Cina. 

Il motivo di tanta popolarità è molto semplice: il gruppo è divertente e suona bene, ed il suo senso dello spettacolo, non meno delle innovazioni musicali, riesce a rivitalizzare un genere secolare come la marchin' band che fa parte degli albori del jazz.





LONDON COMMUNITY GOSPEL CHOIR 

La musica religiosa della tradizione gospel assume un significato speciale in un periodo importante per le comunità cristiane come la Pasqua. 

The London Community Gospel Choir fu fondato nel 1982 dal Rev. Bazil Meade assieme a Lawrence Johnson, Delroy Powell e John Francis. Doveva vivere per la durata di un singolo evento ma il successo fu tale  che il coro resto'  insieme e si rafforzò fino a diventare  una voce importante nella scena della musica religiosa nel Regno Unito. Più volte ha cantato in eventi pubblici importanti, come la prima visita londinese di Nelson Mandela, accompagnato dal Principe Carlo.  

Al di là dei meri aspetti musicali, la missione del coro è "incoraggiare l'unione, l'amore ed il rispetto tra le persone attraverso l'arte e la nostra fede in Dio". 

Si tratta di una compagine molto flessibile nell'organico, che può di volta in volta passare da otto a cinquanta membri, e nella adesione ai vari generi della musica Nera, che li ha portati a collaborare, fuori dal genere gospel, con artisti come Sting, Tina Turner, George Michael, Elton John, Paul McCartney.