BRAD MEHLDAU TRIO

BRAD MEHLDAU TRIO

Per Umbria Jazz il ritorno di Brad Mehldau (nella più raccolta, ideale, dimensione del teatro) è sempre un avvenimento perché il pubblico del festival fin dal suo esordio nel 1997, con un leggendario ciclo di concerti in una piccola sala, ha dimostrato di avere un debole per questo pianista dalla straordinaria vena poetica. Uno dei non moltissimi musicisti, Mehldau, che riportano all'essenza ed al senso stesso della musica, cioè produrre emozioni. Nessuna maestria strumentale, nessun virtuosismo possono sostituire quella capacità di muovere i sentimenti che è propria della grande musica. Molto più che suonare note.

Il classico trio resta la formula identitaria di Brad Mehldau, quella che, anche secondo i suoi fans, ne descrive in modo ideale la mission artistica. Non che nel tempo Brad non abbia manifestato, e coltivato, interessi diversi. Ha esplorato forme di ispirazione accademica collaborando con  orchestre sinfoniche e cantanti liriche e, sul versante opposto, suoni più moderni con l'adozione di tastiere e altri strumenti elettronici. Ma il trio occupa un posto a parte nel suo percorso artistico. Una piccola grande band che riporta ai grandi modelli del passato (da Bill Evans a Paul Bley fino a Keith Jarrett) ma con una fortissima identità artistica. Tutto passa, nella concezione moderna del trio pianistico,  attraverso un miracoloso equilibrio tra le parti che si basa su un interplay democraticamente alla pari. Il trio di  Brad Mehldau ne è un perfetto esempio, e la reciproca "comprensione" tra il pianista, il contrabbassista Larry Grenadier ed il batterista Jeff Ballard è assoluta. Fuori dalla mistica spesso rituale della jam session, il grande jazz si è sempre poggiato su band stabili che costruiscono sera dopo sera, disco dopo disco, la loro architettura creativa.

  • Mercoledì
    18 LUGLIO
    'round midnight