Venticinque candeline per Umbria Jazz Winter

 

VENTICINQUE CANDELINE PER UMBRIA JAZZ WINTER

(ORVIETO, 28 DICEMBRE - 1° GENNAIO)

 

Umbria Jazz Winter festeggia venticinque anni e lo fa con una special edition in cui novità e graditi ritorni vanno a disegnare un cartellone degno dell'anniversario. 

Il festival per l'occasione conferma la sua formula, che è stata e ancora è uno dei punti forti del successo, e presenta musica per cinque giorni, dalla tarda mattinata a notte fonda, senza soluzione di continuità, nel centro storico di Orvieto. Le location sono le stesse che raccontano la storia e il patrimonio artistico della città, dal teatro Mancinelli al Duomo, dal Palazzo del Capitano del Popolo a Palazzo dei Sette, dal Museo Emilio Greco all'ex convento di San Francesco. E tutto il centro della città è coinvolto dalla musica itinerante e festosa della marching band. Complessivamente Umbria Jazz Winter #25 mette in scena 100 eventi con 25 band e circa 150 musicisti. 

Non di sola musica vive il festival, perché Orvieto è terra di cucina e vini di qualità e Umbria Jazz trova qui una felice coesistenza con l’enogastronomia del territorio nei jazz lunch e jazz dinner in due locali del centro e, tutto il giorno, nel Palazzo dei Sette. Qui per pranzo e per cena si potrà gustare una "Spaghetti Swing" con spaghetti, come si dice, cotti e mangiati (ma anche, vino e formaggi). Umbria Jazz Winter insomma non tradisce, soprattutto nella edizione del venticinquesimo anniversario, la vocazione di evento culturale e turistico nello stesso tempo, per tutti e aperto a tutti. La musica per intenditori convive con l'intrattenimento, con il filo rosso della qualità per comune denominatore. 

Come da tradizione, due appuntamenti rappresentano altrettanti tratti fortemente caratterizzanti della manifestazione e della sua identità: i cenoni per attendere con la musica live l'arrivo del nuovo anno e i concerti a cavallo e dopo la mezzanotte fino alle prime ore del 2018; il concerto gospel nel Duomo nel pomeriggio di Capodanno dopo la celebrazione della Messa della Pace. 

Allo stesso modo, è ormai imprescindibile la marching band che sfila per le vie del centro, sinonimo di festa e di partecipazione. 

Umbria Jazz Winter #25 si propone di consolidare il ruolo di protagonista di primo piano della scena jazz nazionale. Il festival invernale con il suo quarto di secolo di vita è un pezzo imprescindibile della storia del marchio UJ.

 




 

UMBRIA JAZZ WINTER #25 A ORVIETO, 26 DICEMBRE -1° GENNAIO

UN CARTELLONE DI STAR PER CELEBRARE L'ANNIVERSARIO 

 

Il programma di Umbria Jazz Winter #25 (Orvieto, 28 dicembre - 1° gennaio) si caratterizza per l'elevata qualità artistica e l'originalità delle sue proposte. 

È il caso di "IN MY MIND - MONK AT TOWN HALL”, tributo di JASON MORAN al centesimo anniversario della nascita dì Thelonious Monk: non solo la rilettura del celebre concerto della Town Hall, New York, del 1959, con un organico più ampio di quelli che Monk era solito usare, ma uno spettacolo multimediale in cui la musica si fonde con le immagini e le parole di Monk. In questo contesto va inserito anche l'interessante "Monkfold test" che l'inviato del DownBeat farà allo stesso Moran. 

È anche il caso di uno dei più creativi chitarristi delle ultime generazioni del jazz (e non solo), MARC RIBOT, che si esibirà con il suo TRIO e con THE YOUNG PHILADELPHIANS, progetto che coniuga il Philly Sound dei '70 con il Prime Time di Ornette Coleman. 

Una novità assoluta per il l'Italia è JAZZMEIA HORN: in America la considerano il nuovo astro della vocalità jazz al femminile dopo che ha vinto, due anni fa, la prestigiosa Thelonious Monk Institute International Jazz Competition e ancora prima la Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition. 

Da New Orleans arrivano due artisti che rappresentano al meglio le tradizioni della patria del jazz: il blues di LITTLE FREDDIE KING, cantante e chitarrista saldamente ancorato alle radici della musica del sud degli Stati Uniti, e la classicità del quartetto vocale, formula da sempre molto popolare, con THE MYSTICS, mentre è della South Carolina il BENEDICT GOSPEL CHOIR, forte di ben quaranta elementi che garantiscono un grande impatto emotivo e spettacolare. 

Il jazz italiano è ben rappresentato. Il TRIO DI ROMA è una band storica perché, formatasi nella metà dei '70 nella Capitale, è stata il punto di partenza del lungo percorso artistico di DANILO REA, ENZO PIETROPAOLI e ROBERTO GATTO.  Rea suonerà anche in duo con GINO PAOLI, con ospite speciale FLAVIO BOLTRO. Uno spazio importante è riservato a MARIA PIA DE VITO, presente in duo con la signora del pianoforte jazz italiano, RITA MARCOTULLI; con il progetto "So Right", un omaggio alle raffinate canzoni di Joni Mitchell con JULIAN OLIVER MAZZARIELLO e ENZO PIETROPAOLI, e con [Core/Coração], in equilibrio tra Napoli ed il Brasile con HUW WARREN, GABRIELE MIRABASSI e ROBERTO TAUFIC. 

Ancora jazz italiano con il trio formato da GIOVANNI GUIDI (che sarà protagonista anche di una solo performance) FRANCESCO BEARZATTI e MICHELE RABBIA, con il quartetto di FABRIZIO BOSSO, con THE LICAONES, band che mette insieme alcuni dei più originali interpreti del jazz tricolore (FRANCESCO BEARZATTI, MAURO OTTOLINI, OSCAR MARCHIONI, PAOLO MAPPA), con il trio RICCARDO BISEO, MASSIMO MORICONI, GEGÈ MUNARI. Il trio sarà anche il cuore delle jam session round midnight, un classico del jazz. Altro trio è quello formato da PIERO ODORICI e ROBERTO GATTO con il bassista americano DARYL HALL. 

Immancabili i toscani FUNK OFF, da anni presenza fissa delle edizioni estive e invernali del festival e resi popolari da Umbria Jazz anche all'estero. 

Il jazz classico di LUCA VELOTTI, sassofonista per anni nell'orchestra di Paolo Conte, l'ironia e l'originalità di SUGARPIE & THE CANDYMEN, il quartetto del sassofonista orvietano FILIPPO BIANCHINI completano un cartellone degno dell'anniversario del festival. 

Una sottolineatura, infine, va fatta sulle esibizioni dei vincitori del JAZZ CONTEST e delle BERKLEE SUMMER SCHOOL AT UMBRIA JAZZ CLINICS 2017, segno dell'attenzione che Umbria Jazz rivolge alle nuove generazioni di musicisti.